Social day
  • è cittadinanza attiva.
  • è sporcarsi le mani.
  • è formazione.
  • è volontariato.
  • è raccolta fondi.
  • è fare assieme.
  • è costruire futuro.

19 aprile 2013 « Torna indietro

Tempo di cambiamento, tempo di Social Day

Domani saremo in più di cinquemila, per la cittadinanza, per la solidarietà, per il futuro

Tempo di cambiamento, tempo di Social Day

Non c'è anno migliore. Non c'è momento più giusto. Non c'è tempo che calzi meglio.
Ovunque si parla di crisi, economica, finanziaria e sociale. Le ipotesi di cambiamento restano tali, le previsioni sono funeste. Al bar, in piazza: tutti ad inveire contro una società allo sbando e un sistema economico fallimentare.
E allora quale momento migliore per dimostrare che, forse, le cose possono cambiare? Per occupare un territorio intero di partecipazione vera? Per dimostrare che giovani e adulti, insieme, sono davvero capaci di una cittadinanza attiva, piena, solidale?

Il Social Day è un processo di cambiamento reale, che affonda le speranze in una solidarietà concreta e in una cooperazione sperimentata, vissuta. L'idea che sta alla base è molto semplice: i ragazzi partecipanti cercano un'attività che svolgono, tutti quanti, Sabato 20 aprile; la somma dei proventi ricevuti durante la giornata viene indirizzata ad uno o più progetti di cooperazione internazionale e nazionale. Sono coinvolte le scuole di ogni ordine e grado: elementari, medie e superiori. Per i più piccoli, la giornata verrà curata da una realtà del territorio che si occupa di volontariato: con essa, i ragazzi di elementari e medie potranno conoscere l'operato dei volontari e lavorare concretamente con loro durante il Social Day. Per i ragazzi delle superiori, invece, avviene una vera e propria ricerca dell'attività da svolgere presso aziende, esercizi commerciali, enti, oratori, associazioni.

Ma qual è l'algoritmo che trasforma una raccolta fondi in un processo di cambiamento? La forza motrice del Social Day sta in ognuna delle tappe che portano alla giornata di lavoro. I ragazzi sono coinvolti in un lungo percorso di formazione, nel quale scoprono: il valore del volontariato, da un lato mettendosi a disposizione per costruire, organizzare e sensibilizzare l'evento, dall'altro informandosi a fondo sui progetti destinatari del finanziamento e sui loro contesti; l'entusiasmo della partecipazione, che li porta a confrontarsi, decidere e “sporcarsi le mani”, rendendoli i veri protagonisti di ogni singolo passaggio (anche il più significativo) del Social Day; il senso della cittadinanza attiva, giocata non soltanto nei numeri ma anche e soprattutto nell'esprimere alla comunità che, sporcandosi le mani e facendo assieme, le cose si possono cambiare, ed il futuro è tutto da costruire; il supporto, l'appoggio e la condivisione del mondo adulto (dagli offerenti lavoro alle associazioni, dalle amministrazioni agli insegnanti), tassello fondamentale della rete del Social Day: non solo concessione di voce e spazi, ma vero coinvolgimento cittadino nell'impegno civico. E infine, la sensazione di essere cittadini del mondo, pensando ed agendo globalmente: dal finanziamento a progetti di cooperazione internazionale, fino alla rete europea “SAME”.

Ancora qualche ora, dunque. E poi tutti pronti a muovere il cambiamento, nel segno della solidarietà, come ci hanno indicato, quasi settant'anni fa, i nostri Padri Costituenti, nell'articolo 2 della Costituzione Italiana: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.»

Buon Social Day a tutti!
#wearesocialday
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Saremo in più di 10.000 ragazzi e ragazze delle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Vicenza, Treviso, Padova, Verona, Trento, Pisa, Lodi e Milano.



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