Social day
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14 ottobre 2014 « Torna indietro

Con i più vulnerabili: arte, musica e clown terapia

Notizie dal progetto finanziato a Dar es Salaam in Tanzania con la raccolta fondi del Social Day 2014

Con i più vulnerabili: arte, musica e clown terapia

Ecco un po' di notizie inviateci dall'Associazione Frontiere Nuove - Cefa onlus, dal titolo: "Con i più vulnerabili: arte, musica e clown terapia con i bambini disabili e quelli malati di cancro di Dar es Salaam"
Di seguito la testimonianza di Sixmond, protagonista del progetto.
Mi chiamo Sixmond , sono orfano ... o forse mi hanno abbandonato. Non l’ho mai saputo.
So solo che sono cresciuto con dei missionari e lì ho avuto la possibilità di imparare l’inglese fin da piccolo. Essere albino in Tanzania è una tragedia: siamo perseguitati dai witchdoctors (stregoni).
Persone facoltose pagano migliaia di dollari per avere un pezzo del nostro corpo perchè dicono che porti fortuna e ricchezza. Tutto ciò è una follia. Per le famiglie è difficile accettare un figlio albino, è come se ad una mamma bianca nascesse un figlio nero!!!!
Ora sono un uomo, mi sono sposato, ho un figlio e seguo la mia passione: la musica! Ce l’ho fatta!
Compongo musica perché sono discriminato dalla società.
Sono il leader della "Tunaweza band" che significa "ce l'abbiamo fatta". Tutti i musicisti sono disabili e questo la dice lunga sul nome del gruppo.
So che l’arte gioca un ruolo fondamentale nella possibilità di cambiamento sociale.
L’arte vibra nella nostra città ed io la utilizzo come un’arma di pace, un’arma di cambiamento sociale.
Una volta alla settimana faccio volontariato al CCBRT Disabilty Hospital, insegno canto alle donne che sono ricoverate per lunghi periodi a causa della fistula post partum.
Sono una persona fortunata, riesco a vivere di quello che ho sempre sognato!

Sixmond – cantante e leader dei “Tunaweza Band”

All’inizio del progetto tutti gli artisti hanno partecipato alla realizzazione di un video partecipativo.
Attraverso l’utilizzo della video camera si sono indagate le ragioni che spingono molti giovani di Dar es Salaam ad intraprendere una professione artistica e del perchè fossero attratti dal progetto che presentavamo.
Siamo andati nei loro quartieri, intervistato le persone che supportano i giovani artisti, insegnanti, famigliari, operatori sociali perchè molti di loro sono ex ragazzi di strada che hanno vissuto per molti anni in comunità. Abbiamo incontrato persone che offrono gratuitamente gli spazi per le prove, mamme che pagano il trasporto agli artisti per permettere loro di esibirsi o per partecipare a un festival ... tutto ciò sarà un piccolo documentario di venti minuti.
Tutto ciò ci e’ servito per conoscere meglio i bisogni formativi degli artisti e siamo rimasti sorpresi di come molti avessero scelto il nostro progetto perchè conteneva formazioni di carattere “sociale” (clown terapia, musica, arte terapia e teatro dell’oppresso ...).
Il progetto conta oltre 30 ragazzi disabili: ballerini, musicisti, attori, cantanti .... Oltre 50 sono invece ex ragazzi di strada che hanno trovato attraverso la formazione artistica (acrobati e ballerini) una via di uscita alle strade di Dar: l’arte, come ogni altro impegno che si intende intraprendere nella vita richiede dedizione, impegno e rigore.
La maggior parte dei workshop sociali proposti nel progetto sono stati seguiti da persone che socialmente sono definite vulnerabili: disabili ed ex ragazzi di strada.
L’energia e la determinazione di questi ragazzi e’ straordinaria. Ed è commovente come loro si sentano fortunati e quindi desiderosi di fare qualcosa per chi lo è meno.
Il progetto social day sta aiutando decine di giovani artisti a professionalizzarsi, a fare del proprio talento un impegno e un lavoro.
Il progetto di Dar e’ legato fortissimamente alla città di Vicenza e provincia: non solo perchè 16 scuole superiori su 17 hanno scelto il nostro progetto ma anche perchè l’associazione “Dottor Clown Italia” ha condotto una formazione di 40 giorni mirata a professionalizzare 21 giovani artisti in quella magia che e’ la figura del clown in ospedale.
L’oncologia pediatrica del Muhimbili National Hospital non solo ha accolto il gruppo con entusiasmo ma ha offerto fin da subito uno spazio per le prove, i medici hanno detto apertamente che vogliono i clown per quei bambini che non possono alzarsi dal letto, condannati a lunghe ore di chemioterapia per 5-6 ore al giorno. Anche il CCBRT Disability Hospital sta introducendo gradualmente i clowns sia nel reparto
di ortopedia che nei quartieri dove si organizzano giornate di fisioterapia per i piccoli disabili.
Speriamo veramente di rinnovare l’interesse dei ragazzi di Vicenza affinchè possano continuare a conoscere questa interessante avventura!

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Saremo in più di 10.000 ragazzi e ragazze delle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Vicenza, Treviso, Padova, Verona, Trento, Pisa, Lodi e Milano.



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